Archivi per la categoria ‘Eventi’

Candido Baldacchino – “Silent Forms”

Le fotografie da cui nasce il libro “Silent Forms” sono state scattate con una semplicissima Holga, macchina interamente di plastica, compreso l’obbiettivo, di medio formato e con forti limitazioni: un solo tempo meccanico, due aperture del diaframma, f. 8 e f. 11, le opzioni vicino e lontano. Nonostante tutti queste limiti, le foto di Baldacchino raggiungono un alto livello espressivo, e le imperfezioni dell’apparecchio sono sfruttate a fini creativi, come le imprevedibili vignettature che rendono le fotografie di un fascino particolare, o la scarsa nitidezza dell’obiettivo che contribuisce a creare una dimensione quasi ovattata. Baldacchino isola oggetti, luoghi, strutture all’interno di un salvifico sfondo lattiginoso dalla forte dimensione atemporale. In un bianco e nero magico che tutto amplifica e tutto nobilita e che sa donare particolari saturi di intimità.
Candido Baldacchino è nato nel 1956, e vive a Torino. Ha all’attivo numerose mostre fotografiche. Portfolio di sue fotografie sono stati pubblicati da Gente di Fotografia, Photo Italia, Reponses Photo, Reflex, Fotoit, Fotografare. Dopo anni di irreprensibile carriera fotografica, le sue foto più recenti sono state prodotte con un cellulare Panasonic GD87 e con una Holga 120S (di colore rosso).


Daniela Bazzani – “Nome Omen – il destino nel nome”

NOMEN OMEN*
“Il destino nel nome” Romania, maggio 2009
Romania, Transilvania – Buneşti, Dăişoara, Malancrav. Villaggi rumeni con nomi diversi ma una stessa realtà: i non rom sul fronte dei villaggi e i rom ai margini. Il problema “Rom” ha delle origini culturali e congenite. La mancanza di alternative radicali, l’emarginazione, l’impossibilità di accedere ad un futuro diverso e l’ineluttabilità di questa condizione sono il tema principale di questo progetto.  Nella cultura rom il perpetuarsi degli elementi e dei codici tradizionali, ovvero dell’identità etnica, è garantito dal rapporto tra le generazioni. L’identificazione etnica attraverso le autopercezioni – cioè la capacità di identificarsi con il proprio gruppo etnico – è forte. Proprio per questo le donne con il loro spiccato senso di maternità, cresceranno figli che avranno tuttavia uno stesso unico destino, alimentando così un circolo vizioso.
I bambini sono uguali in tutto il mondo, pieni di vita e animati da buoni sentimenti. Nel loro caso, l’appartenenza al gruppo passa attraverso il codice linguistico, la parentela, le forme di alleanza e fratellanza. Ma questi bambini rimarranno indietro, non andranno a scuola e avranno un’infanzia breve. Destinati a fare una vita adulta troppo presto, indosseranno vestiti non adatti a loro, non lavoreranno e metteranno al mondo altri figli che faranno la stessa vita e così via. Il rapporto uomo-donna, inteso come puro sistema logico generatore, isola le donne in una sorta di atmosfera claustrofobica. Questo il motivo per il quale il progetto è interamente incentrato su donne e bambini. Di ritorno da un villaggio, parlando di Helena – una bambina di 12 anni appena conosciuta – il mio traduttore rumeno commenta: ‘Dice che da grande vuole fare l’infermiera, ma non lo diventerà mai’. Difficile cambiare l’ordine delle cose. Rom si nasce, rom si muore.

* La frase Nomen omen è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “il nome è un presagio” o meglio “il destino nel nome”; deriva dalla credenza presso i Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino.

Classe 1972, vivo e lavoro in provincia di Modena. Mi sono avvicinata alla fotografia circa due anni fa per caso. Ho così scoperto di possedere una passione che non credevo di avere e il crescente interesse per la fotografia mi ha portata a conseguire l’Italian Master of Photography con Edoardo Agresti. Con il trascorrere del tempo, il mio modo di vedere e concepire la fotografia è cambiato e ho sviluppato una maggiore affinità per il reportage sociale inteso come approfondimento di tematiche specifiche. Da questo interesse è scaturita la voglia di acquisire conoscenze in questo campo con alcuni workshop, tra cui un workshop di photoreporting con Francesco Zizola dell’agenzia Noor e un workshop di reportage sociale con Antonin Kratochvil dell’agenzia VII Photo.

Fabio Capaccioli

“Prima che l’estate…”     “Strade bianche a passo lento”

La fotografia entra a far parte della mia vita, così come la musica, alla fine degli anni ‘70: solitario, autodidatta, inizio a scattar foto ed a “strimpellare” una chitarra. Sono questi i mezzi attraverso i quali cerco di dar sfogo ai miei stati d’animo, ai miei sentimenti e di dar vita alle mie emozioni.
Poi l’incontro casuale di un amico mi porta a frequentare un gruppo di appassionati della fotografia: “fabbricaimmagini”.

E’ l’anno 2005 e da allora quello che potevo definire un semplice interesse si trasforma in vera passione. Condivido le mie immagini con gli amici del gruppo e con loro inizio un nuovo percorso che mi porterà poi a seguire i più importanti eventi nazionali di fotografia d’autore.

Un mio caro amico dice: “… il segno tuo è il non perfetto, il non finito della vita e del mondo, di tutto quello che ti sta attorno, tieni tutto sotto controllo per non disperdere niente per poterlo riprendere sempre.”

ci sono luoghi dove puoi incontrare tutte quelle cose che il tempo lascia li sospese, in attesa di una nuova sistemazione

sono i luoghi della memoria: li percorri poi… il piacere infantile di ascoltare vecchie storie nell’attesa di quanto si ripeterà

Alberto Furlani – “Pop City”

Triestino di nascita, proveniente da una famiglia di fotografi, Alberto Furlani ha una lunga esperienza fotografica,
seguita da una assidua frequentazione dei grandi nomi della fotografia, fra i quali Arnold Newman,
Helmut Newton e Max Koslf, dei quali è stato allievo, e Roberto Salbitani, che molto ha influito sul suo stile.
Furlani ha esposto in  mostre personali e collettive. Da tempo tiene corsi di stampa creativa in Italia ed all’estero.
Vive e lavora aMestre dove esercita la professione di avvocato.
“Pop City” raccoglie i luoghi, le situazioni, i paesaggi e le atmosfere di un viaggio attraverso l’Europa,
nel quale la macchina fotografica è compagno di viaggio, taccuino di sensazioni ed apparizioni trasformate
successivamente in immagini mentali con l’ausilio del computer.

Diambra Mariani e Valentina Merzi – “Ofelia”

Diambra Mariani è nata a Verona nel 1982.
Dopo gli studi classici si è iscritta a Giurisprudenza a Milano, laureandosi con una tesi sperimentale in Criminologia sulla reazione sociale alla devianza.
Abbandonato definitivamente quel mondo, ha iniziato a dedicarsi alla fotografia, senza tuttavia dimenticare la passione per l’analisi sociale che l’aveva guidata nelle scelte degli studi universitari.
Nel 2008 e nel 2009 ha frequentato il corso di fotoreportage tenuto dalla fotografa e giornalista Alessandra Garusi.
Il suo progetto ‘La trasformazione del tempo’ ha vinto nel 2010 il premio Inail/Prospekt sulla sicurezza sul lavoro (Miglior Reportage).

Valentina Merzi è nata a Verona nel 1983.
Ha studiato Filosofia tra Venezia e Verona, laureandosi infine a Verona con una tesi di ricerca sulla figura di Sylvia Plath.
Dopo un anno di esperienza nel mondo della grafica pubblicitaria ha iniziato a dedicarsi alla fotografia ed alla pittura, due passioni che la accompagnano da sempre.
Attualmente vive a Venezia.
Nel 2009 è stata finalista al premio fotografico Partire, diventato poi un libro pubblicato dalla casa editrice Vallardi.

Nel 2009 hanno frequentato insieme il master in Photography and Digital Imaging presso lo IED di Venezia, dove si sono conosciute ed hanno iniziato a collaborare presentando un lavoro finale incentrato sul quartiere ‘multietnico’ di Verona, che rappresenta il primo di diversi lavori a quattro mani.
Insieme, con il lavoro Catti_vita, sono state selezionate per l’edizione 2010 di Confini, rassegna italiana sulla fotografia contemporanea giunta ormai all’ottava edizione, che le sta portando ad esporre a Milano, Firenze, Palermo, Roma, Trieste, Genova e Torino.

Thomas Ortolan – “Cercandosi”

Sono nato nel 1979 a Venezia. Sono riuscito a scoprire la fotografia e la mia passione per essa in occasione della nascita del mio primo figlio nel 2007 quando comprai la mia prima reflex digitale. La scoperta di questo nuovo mondo mi ha fatto vedere le cose con una luce diversa, mi ha fatto conoscere persone e luoghi arricchendo così il mio bagaglio culturale e personale. Il mio cammino fotografico, si snoda fra serate al fotoclub, serate dedicate alla lettura di qualche libro per tentare di addentrarmi sempre più in questo ambito e pomeriggi interi trascorsi con la macchina fotografica in mano. Al momento, sto tentando di scoprire quale genere di fotografia mi sia più congeniale, e per far questo mi sono deciso a sperimentarli un po’ tutti; questo anche per aver modo di apprezzare il lavoro altrui sapendo cosa ci sia dietro alle immagini che vediamo. Ad oggi la mia creatività e fantasia reflex digitale Nikon, con cui riesco ad immortalare con predilezione, geometrie, luoghi sconsolati, forme e colori.
Cercandosi:
Le fotografie tentano di raccontare una storia che trova le sue radici nell’animo di ognuno di noi; animo che molto spesso è spaesato, di fronte ad alcuni atteggiamenti e/o pensieri che ci portano ad agire in un modo o nell’altro ma che spesso non ci rispecchiano profondamente. Non sempre agiamo con coscienza, spesso facciamo o diciamo cose per comodità, per tornaconto, ma se indaghiamo bene, soffermandoci per un attimo ad ascoltare il nostro “io” interiore scopriamo che molto probabilmente questi gesti non fanno parte del nostro modo di essere, della nostra personalità. Ed è proprio questa la domanda, noi dove siamo, dov’è finita la nostra coscienza? Tutto ruota intorno al business, alla velocità, abbiamo una vita a banda larga che offusca quasi completamente il nostro modo di essere, siamo vittime troppo spesso di stereotipi scolpiti da una pubblicità costante. Questa domanda mi ha portato a riflettere, a progettare e a realizzare queste immagini. Tutte le immagini sono state realizzate secondo un’impronta fashion, che vuole fare da sfondo all’intera narrazione perché credo che molto spesso siamo condizionati dal consumismo, dall’ultima novità, dall’avere la cosa migliore, ma che al contempo è già vecchia superata, e chi meglio della moda rappresenta questa situazione? E’ pur vero che dobbiamo essere alla moda, ne è stato coniato addirittura un modo di dire, e guai a esserne esclusi!

Pavel Pecha- “Photography”

Nato a Kremnica (Slovakia) il 01.08.1962, risiede a Trnava (Slovakia)
Studi: 1977-1981 Metallurgic High School, Banskà Stiavnica (Slovakia)
1984-1987 The Institute of Artistic Photography, Opava (CZECH REP.)
1989-1994 FAMU – Department of Photography, Prague (CZECH REP.)

Vivo in due  mondi. Uno è il mondo reale, l’altro è un mondo alternativo creato dal negativo delle cattive qualità del mondo reale. Il secondo per me ha un valore più grande. E’ il mio specchio o la mia immagine. Sta cambiando a causa del continuo autocontrollo, si sta sviluppando. Poco alla volta mi sto chiudendo in questo mondo, forse volontariamente, forse per necessità, perché questo mondo è migliore e più perfetto di quello reale. Non è pragmatico, logico, né intollerante o superficiale. Non ci sono spiegazioni, è composto di fantasia, situazioni assurde e gioco. Alle volte è assoggettato al mondo reale, allora possono entrarci anche la violenza e il male. Lo uso come specchio del mondo reale.
Scopro il mio mondo lentamente, è impossibile scoprirlo tutto in una volta. E quando trovo qualcosa, subito si modifica. E’ un’avventura eccitante. E’ un tocco di trascendenza. Scopro strane situazioni, immagini surreali, rapporti inaspettati. Alle volte è un’idea, un bagliore improvviso, altre volte una sensazione. Qualche volta si compone come un mosaico all’interno di una immagine inesplicabile, che può essere percepita solo dall’inconscio. Altre volte interpongo qualcosa tra me ed esso, ma l’immagine più bella è nella mia testa. Questo mondo si è sviluppato in continuazione, qualcosa di lui rimane per sempre, qualcosa cambia continuamente. Mi indica la strada. La mia esistenza diviene un movimento tra il mio mondo e il mondo reale. E’ il passaggio tra cielo e terra. Sempre più spesso scopro me stesso nel mio mondo, percependo di non appartenere più al mondo reale. Non so quando mai ritornerò.

Giovanni Zuin – “Ritratti”

Giovanni Zuin è nato in provincia di Padova (Italy)
nel 1948.
Dopo le scuole dell’obbligo inizia a lavorare in un
piccolo laboratorio fotografico dove apprende le
prime nozioni di fotografia.
Da un vecchio manuale impara i procedimenti di
stampa diffusi nell’800 e primi 900.
Col tempo sperimenta la stampa in b/n, i viraggi,
la coloritura a mano, le cianografie e soprattutto la
gomma bicromata. Da parecchi anni stampa le sue
foto con questa tecnica. I suoi soggetti preferiti sono
i ritratti e il nudo artistico. Dal 1987 ha esposto in
mostre personali e partecipato a collettive in Italia
ed estero.
Sue opere sono presenti in collezioni private di Londra,
Francoforte, Washington.

TREVIGNANO FOTOGRAFIA 2^ EDIZIONE

Tracciati Visionari

Villa Onigo 09 – 24 Ottobre 2010

Alessandra Baldoni, Raffaele Bonuomo, Francesca Della Toffola, Franco Donaggio,

Luigi Erba, Alberto Furlani, Diego Landi, Michele Mattiello, Andrea Miatto,

Pavel Pecha, Roberto Kusterle, Sergio Scabar

Venerdi 15 Ottobre ore 21 video autori: Silvio Canini, Mariateresa Crisigiovanni,

Paolo Laudicina, Pierluigi Lucietto, Antonella Monzoni, Mario Vidor

Giovedi 21 Ottobre ore 21 “Immagini dal mondo” incontro con Cesare Gerolimetto

Direzione artistica: Paolo Croci – Francesca Della Toffola

Orari apertura mostra: lun-mar-merc-gio 14.30-18.30; sab 16.00-19.00; dom 10.00-12.00, 16.00-19.00; venerdì chiuso.

Info: Paolo Croci 3472572537 e Ufficio Cultura 0423 672842 – cultura@comunetrevignano-tv.it

Presso HI-TEC di Mestre si inaugura una mostra  di ritratti ambientati
writers italiani e stranieri, in posa su  pellicola Polaroid elaborata.

Fotografie di Fabrizio Brugnaro

In collaborazione con Urban-Code

La mostra resterà aperta per tutto il mese di dicembre 2010

HI-TEC
Via Fapanni, 38
Mestre (VE)
Tel. 041 988997

Orario apertura negozio

Ingresso libero

Fabrizio Brugnaro
f.brugnaro@alice.it

Urban-Code
www.urban-code.it

Nicola Da Lio

Personali Percezioni

dal 20 ottobre  23 novembre 2010

Al Vapore – Marghera (ve)

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